KAKO
Arte e Ceramika
Arte e Ceramika
Abitare il proprio corpo e i propri gesti. Sentire il peso delle mani, il ritmo del respiro, la pressione dei piedi sul terreno. Ogni azione lascia un segno, ogni scelta lascia una traccia visibile o nascosta. Non si tratta di arrivare da qualche parte, ma di conoscere la propria consistenza, il proprio spessore.
Kako, quasi come kakao — la stessa dolcezza scura, la stessa terra che si scioglie al calore.
C'è il caco, frutto che pochi guardano davvero: sotto la buccia sottile, un cuore morbido e colori che vanno dall'ambra al bruno, gli stessi che il fuoco raku lascia sulle superfici.
C'è il raku, la tecnica che dà forma a ogni pezzo: Kako ne porta l'eco, come un suono che resta dopo che la parola è stata pronunciata. E in giapponese, non a caso, kako (過去) significa "passato" — il tempo lungo di una tradizione che continua a bruciare nel presente.
E c'è Caco, compagno silenzioso delle mie giornate, dentro e fuori dal laboratorio.
Un frutto, un fuoco, una compagnia, un passato che si porta avanti. Da qui, un nome che sa di terra e di casa.